New Bauhaus

New Bauhaus. Institute of design (1937-1955)

Nel 1937 anche Moholy-Nagy (2) emigra negli Stati Uniti, dove fonda il New Bauhaus (1) a Chicago. Nell’ambito della storia del Bauhaus, Gropius ne fonda la pedagogia sul connubio arte-tecnica. Per contro, Moholy-Nagy propone la triade arte, tecnologia e scienza. Sulla base di questa tripartizione, organizza il corso preliminare nelle seguenti sezioni: la componente tecnologica si concretizza nel laboratorio di Basic Design, quella artistica si raggruppa sotto il termine “Visual Fundamental” o “Visual Design”, quella scientifico-culturale si rafforza rispetto al Bauhaus, e per questa sezione vengono chiamati studiosi di livello internazionale, tra cui citiamo il contributo del semiologo Charles Morris.
Moholy-Nagy definisce il termine Basic Design proprio per le attività relative al laboratorio tecnico-sperimentale.
Al New Bauhaus Moholy-Nagy si allontana dal formalismo tecnico-costruttivo, tipico degli studi del Bauhaus, e si concentra sul valore di comfort tattile e sugli aspetti sensoriali come nel caso delle note “hand sculpture “, ovvero oggetti scultorei facili da maneggiare.
Diverso è il caso degli esercizi di Hin Bredendieck. Allievo di Albers, Bredendieck rivela un interesse per le tematiche morfostrutturali e l’uso dei nuovi materiali, come la plastica e il plexiglas. Le esercitazioni consistono nell’ottimizzare al massimo gli strumenti tecnici e le macchine messi a disposizione.

Nell’ambito del corso di Visual Design, l’atelier sulla luce (4) rappresenta una delle novità più significative proposte da Moholy-Nagy, il quale introduce delle sperimentazioni su diverse modalità di realizzazione di fotogrammi, ovvero le cosiddette “fotografie senza macchina fotografica”, realizzate mediante la registrazione diretta della luce sulla pellicola. Più in generale Moholy-Nagy invita lo studente ad elaborare i cosiddetti “affreschi luminosi”, ottenuti attraverso l’uso della tecnica fotografica e trasformati in giochi di luci e ombre.
La scuola del New Bauhaus, rinominata School of Design, vive poi una ulteriore fase di sviluppo che può essere bene illustrata dagli esempi che riportiamo di seguito. Vi si riflette l’influsso di un docente della sezione Visual Fundamental, Gyorgy Kepes (1906 – 2001) (5), autore di un manuale dal titolo “Il linguaggio della visione” (1944), nel quale Kepes tenta di elaborare un vero e proprio linguaggio della visione, prendendo in esame le teorie della psicologia della percezione e della semiotica.

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Gyorgy Kepes: illusione visuale di valori. Ricostruzione dell’autore.

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Gyorgy Kepes: illusione visuale di valori. Ricostruzione dell’autore.

Per saperne di più

http://archives.iit.edu/exhibits/id/
http://www.moholy-nagy.org/ArtByMedium_1.html
http://www.harvardsquarelibrary.org/unitarians/kepes.html
http://www.moholy-nagy.org/Films_Institute of Design.html

Principali testi critici

50 Jahre New Bauhaus. Bauhaus Nachfolge in Chicago, Berlin, Bauhaus-Archiv,1988.
Findeli, Alain, Le Bauhaus de Chicago L’oevre pédagogique de Lászlo Moholy-Nagy, Editions du Septrion, Sillery (Quebec), 1995.
Margolin, Victor, The struggle of utopia Rodchenko, Lissitzky, Moholy-Nagy 1917-1946, The University of Chicago Press, Chicago, 1997.

Principali fonti originali

Moholy-Nagy, Lászlo, Vision in motion, Paul Theobald, Chicago, 1947.
Kepes, Gyorgy, Il linguaggio della visione, Dedalo libri, Bari , 1978.