La Scuola di Ulm

Ulm (1953-1968)

Dopo le vicende della Seconda Guerra Mondiale lo scenario della storia del Basic Design torna in Europa, con la fondazione, nel 1953 in Germania, della scuola di Ulm (Hochschule für Gestaltung) (1). Primo direttore è Max Bill (1908-1994) (2 ), ex studente del Bauhaus, architetto e artista (3), il quale chiama, nella fase iniziale, alcuni docenti del Bauhaus (6), come Johannes Itten, Josef Albers, Helene Nonnè Schmidt e Walter Peterhans, per insegnare nel contesto del corso fondamentale. Se l’inizio è chiaramente caratterizzato dall’influsso della pedagogia del Bauhaus, ma anche dall’esperienza di Moholy-Nagy a Chicago, in seguito vengono chiamate forze nuove e la scuola assume un indirizzo indipendente grazie all’apporto di personalità quali quella di Tomás Maldonado. Figura di spicco per comprendere i cambiamenti decisivi nel contesto dell’insegnamento fondamentale (Grundlehre), Maldonado caratterizza il corso fondamentale introducendo la Visuelle Einfuehrung (4).Le esercitazioni di Basic Design perdono quel carattere sperimentale tipico del Bauhaus, per avvicinarsi a un nuovo modello pedagogico fondato sul “problem solving”.
Questa immagine è un esercizio ormai classico del Basic Design, la famosa “Antiprimadonna”. L’obiettivo dell’esercizio è quello di comporre una serie, una sequenza di colori a tinte piatte e di texture in bianco e nero, in modo tale che nessuna prevalga sull’altra.

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Docente Tomás Maldonado, Antiprimadonna, Giovanni Anceschi 1962/1963.
Altri esercizi (1) come quelli sulle superfici elaborate dal matematico Giuseppe Peano (1858-1932), ci mostrano come la scuola di Ulm sia caratterizzata da un nuovo modello pedagogico, sviluppatosi con l’introduzione da parte di Maldonado di discipline scientifiche quali la teoria della simmetria, la topologia, la psicologia della percezione e la semiotica. Va tuttavia ribadito come l’uso di queste discipline non sia fine a se stesso, ma sempre funzionale allo sviluppo della creatività intesa come progettualità.
Anche le esercitazioni di Basic Design tridimensionale, tecnico-applicativo, riflettono l’influsso di discipline scientifiche come la topologia, il cui obiettivo è lo sviluppo delle capacità ametriche dello studente (4).

Tra gli allievi di Maldonado, William Huff (4) è una figura centrale per comprendere il modello Ulm negli Stati Uniti. Secondo Huff il Basic Design si occupa esclusivamente della componente sintattica o struttura, recuperando le due caratterisiche della configurazione individuate da Albers: quella di natura fisica inerente alla struttura e quella percettiva. Il Basic Design di Huff si articola su tre piani: geometrizzare, percettualizzare ed esercitare.
L’esercizio che segue, invece, riflette il nuovo orientamento della scuola di Ulm, quando il corso fondamentale viene abolito per articolare i suoi contenuti nelle specifiche aree progettuali. In questa esercitazione Gui Bonsiepe (7), docente della sezione Comunicazioni Visive, applica le tecniche della retorica verbo-visiva.

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Docente Gui Bonsiepe, Semantica visiva, 1968.

L’allievo applica la tecnica dell’analisi semantica per valutare le campagne pubblicitarie di alcune compagnie aeree, sulla base di 16 concetti predefiniti, come per esempio, efficienza, corpo, prezzo, velocità e così via.

Per concludere questo breve percorso storico, iniziato dal recupero dell’ornamento quale antesignano del Basic Design e passando dalle diverse scuole Europee e Americane, risulta evidente come questo insegnamento, pur considerato propedeutico alla pratica multisensoriale dell’allievo, viene visto dai vari docenti con connotati diversi, privilegiando taluni il contenuto artistico-espressivo dell’esercitazione, altri quello scientifico o quello prettamente tecnico-progettuale. In un’ottica più contemporanea è invece evidente come le componenti fondamentali del Basic Design – arte, scienza e tecnologia – assumono il medesimo ruolo, come evidenziato dal modello pedagogico elaborato da Alain Findeli, che propone una sintesi dei tre modelli, Bauhaus, New Bauhaus, Hochschule für Gestaltung.

Per saperne di più

http://www.hfg-archiv.ulm.de/
http://www.bill-stiftung.ch/index.htm
http://ulmertexte.kisd.de/leitseite.html
http://www.roericht.net/_synopse/index.html
http://www.frauen-hfg-ulm.de/englisch/frameset_1024.html
http://ulmertexte.kisd.de/fileadmin/pdf/Aufg_Grundk_kompl_MM_RS_scr.pdf
http://www.mavignier.com/hfg_gru_03.htm

Principali testi critici

Lindinger,Herbert ( ed.), La Scuola di Ulm, Costa & Nolan, Genova, 1988.
Anceschi, Giovanni ( ed.), Il contributo della scuola di Ulm, “Rassegna”, numero monografico, 19/4, Milano, 1984
Rinker, Dagmar, Quijano, Marcela, Reinhardt (Hrs.), Ulmer Modell – Modell nach Ulm, Stuttgart, Hatje Cantz, 2003.
Findeli, Alain, Rethinking design Education for the 21st Century: Theorethical, Methodological, and Ethical Discussion in “Design Issues”,17/1,Cambridge, 2001.
Bonsiepe, Gui, Teoria e pratica del disegno industriale, Feltrinelli, Milano,1975.

Principali fonti originali

Maldonado, Tomás, Bonsiepe, Gui, Wissenschaft und Gestaltung, in “ Ulm”, 10-11, 1964.
Bonsiepe, Gui, Visuell/verbale Rhetorik, in “Ulm”, 14-15-16, 1965.
Huff, William, Geometrizzare e percettualizzare, in “Rassegna”,19/4, 1984.
Huff, William, An argument for basic design, in “Ulm”, 12-13, 1965.